I Biologi incontrano il ministro della Salute Roberto Speranza [I VIDEO]

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“Quella dei Biologi è la professione del futuro”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza commentando l’incontro con una delegazione dell’Ordine Nazionale dei Biologi, capitanata, tra gli altri, dal presidente Vincenzo D’Anna e dal vice Pietro Miraglia (era presente anche il commissario straordinario dell’OB Piemonte-Liguria Valle D’Aosta, Federico Maggi), e dell’Enpab (rappresentato, nella circostanza, dalla presidente Tiziana Stallone), svoltosi lo scorso 31 maggio nella sala “Tina Anselmi” del Ministero della Salute a Roma. La discussione è stata aperta da D’Anna il quale ha messo sul tavolo le richiesta della categoria: la proposta di una legge sulla Nutrizione per inquadrare in maniera più organica il comparto; la creazione di un laboratorio dei servizi per una sanità di prossimità e accessibile in maniera capillare ai cittadini; l’aumento dei posti messi a concorso per i Biologi nelle scuole di specializzazione per avere personale sempre più qualificato nel SSN; l’autorizzazione alla somministrazione dei vaccini anti-influenzali, oltre a quelli già autorizzati per il Covid, anche in funzione dell’intesa che l’ONB sta mettendo a punto con Federfarma per l’esecuzione di tamponi e vaccini e per inserire il nutrizionista in farmacia; la possibilità, infine, di iscrizione all’Ordine per i ricercatori senza dover sostenere l’esame di Stato; Tiziana Stallone, presidente dell’Enpab, ha rimarcato il lavoro dei Biologi liberi professionisti e la loro utilità per i cittadini e ha segnalato l’importanza della categoria per il recupero post Covid in relazione ai disturbi sorti durante la pandemia come quelli alimentari. Miraglia, vicepresidente dell’ONB, ha evidenziato, dal canto suo, l’importanza del lavoro svolto dai laboratori di analisi durante l’emergenza Covid perché sono stati di sostegno ai pazienti ed alle strutture ospealiere. Per ciò che concerne il caso specifico della Sicilia – ha aggiunto Miraglia – i laboratoristi privati hanno “erogato la maggior parte delle prestazioni e dunque il settore della patologia clinica andrebbe tutelato in maniera energica”.